C’ERA UNA VOLTA UNO STRANO INDIVIDUO CHE DOPO AVER PASSATO PER TANTI CERCHI DELL’INFERNO DANTESCO DECISE DI ANDARE IN TRENTINO PER PURIFICARSI , PENSANDO CHE LE MONTAGNE , Più ALTE DI QUELLE DOV’ERA NATO, AVREBBERO ESPIATO TUTTI I SUIO PECCATI E ANCHE DI Più…………….
UNA NOTTE PRESO DALLA SUA TIGRINA E SOLITA INSONNIA INDOMABILE, ARRIVATO A CASA DOPO IL SOLITO SEVIZIO AL RISTORANTE TRITACARNE IN CUI AVEVA DECISO DI LOTTARE, PRESE IL TELEFONO E CAZZEGGIANDO SENZA UNA META CERTA , SENZA VOLERE, SENZA CREDERCI E VOLERLO SI CANDIDò PER UN POSTO DA MANAGER A DOHA QATAR.
KABOOOOM!!!! ARRIVA UN WHAPPP INESPERATO DA UNO CHEF SCONOSCIUTO, CHE MI PARLA DI QUESTA FANTOMATICA E POCO CREDIBILE POSSSIBILITà A DOHA.. MA DOHA DOVE MINCHIA E AH Già IN QATAR UN MICRO PAESE SUPER RICCO LAGGIù IN MEDIORIENTE. ED IN REALTà IL QATAR è UNO SPUTO DI PAESE CHE TUTTO INSIEME FA LA POPOLAZIONE DELLA MILANO DA BERE. GAS, PETROLIO, CALDO E CAMMELLI POCA VITA POCA GOOD VIBE POCO TUTTO , SOLO SOLDI E FANATISMO, ALMENO QUELLO E Ciò CHE SCOPRII IN POCCHE ORE SULLA BASE DELLE MIE RIMINISCENZE GEOPOLITICHE.
UN GENERAL MANAGER PER UN RISTORANTE ITALIANO IN HOTEL 5 STELLE A DOHA, MHAAAA NON SEMBRAVA MALE LA COSA, PERO DAL DIRE AL FARE CI PASSA IL MARE . APPUNTO IL MARE……
IL TIPO RISPONDE E MI DICE CHE IL MIO CV GLI PIACE UN SACCO, MI ORGANIZZA UNA INTERWIEW CON IL CEO CHE è ITALIANO E VIVE IN USA.
DETTO MA NON FATTO , MUMENT… A STE COSE NON CI CREDO PIù NO ME LA TRAGO LA MIERDA ANYMORE, PERò NO , RAF MI SCRIVE IL GIORNO DOPO, FACCIAMO UN COLLOQUIO DE LA PUTA MADRE, LUI DA PALM BEACH IO DA TESERO NELLA PUTA VAL BELLA DI FIEMME, NE SCATURICE UN ACCORDO, O ALMENO SEMBRAVA COSì. MI DICE CHE VUOLE UN PROFILO COME IL MIO PER IL SUO BRAND A DOHA, MA CHE CHI DECIDE è UN FRANCESE DELLA ACCOR , E QUINDI… Già SI SA , Già SAI COM’è LA STORIA CON I FRENCHES.
DETTO FATTO PER FORTUNA MIA ERA ED è UN FRANCESE ATIPICO, CON MOGLIE CINESE E VARI KM AROUND THE WORLD.
DOPO VARI COLLOQUI CON HR ETC.. FACCIO ESAMI , RAGGI X ETC.. E VOLO IL 1 OTTOBRE QUA A DOHA BEACH.
MI CHIEDO perché , COME., QUANDO E IN BASE A COSA HO DECISO STA COSA, PERò NOW I’M HERE IN PUTO, FUCKING CAZZO DI DOHA.
HO AMATO IL LOCALE , HO AMATO ED AMO IL BRAND, è DONNA, E TUTTO QUELLO CHE C’è DENTRO LO è. IL PRIMO IMPATTO L’HO AVUTO 2 GIORNI PRIMA DI ENTRARE UFFICIALMENTE NEL MECCANISMO, DICIAMO CHE SENTIVO TUTTO QUELLO CHE I TIPI PREPOSTI MI DICEVANO, DESCRIVEVANO, COMMENTAVANO E ASSERIVANO, IN REALTà ERO UN SORDO MUTO CHE SOLO MUOVE LA TESTA TIPO DERVISCIU, UN TALK SHOW SOLO TALK ZERO SHOW, CAPII CHE ERO IL TARZAN DELLA SITUAZIONE, O IL MEDICO TIPO ER. O FORSE L’UNICO COGLIONE CHE PER X MESI ACETTò DI PROVARE A RIVERE IL MORTO O LA MORTA. SONO QUA VIVO E VEGETO COME SEMPRE CON IL COLTELLO FRA I DENTI A LOTTARE DA SOLO, perché ALLA FINE A STARE DA SOLO TI ABBITUI A COMBATTERE ANCHE E QUINDI TI RITROVI SEMPRE SOLO ED A COMBATTERE, POI COMUNQUE IO PRENDO TUTTO STILE GUERRIGLIA. BEN PRESTO MI SONO RITROVATO IN QUELLO CHE ALLA FINE AMO, UNA PADELLA CON TRE TIPIO DI CARNE PIENA DI SPEZIE, VERDURE, OLIO D’OLIVA E SALE. POI RIFLETTERò A CHI DARE IL RUOLO DELLA VERDURA, LE CARNI ,SPEZIE OLIO E SALE è CHIARISSIMO DENTRO ME (PADELLA-ACCOR E PERSONAGGI SCENOGRAFICICARNE-DONNE,UOMINIE GAY- SPEZIE-NAZIONALITà-OLIO NOI ITALIANI- SALE- LA FAMIGLIA, VERDURE??).
SEGUENDO LA MIA STELLA POLARE A VOLTE NON MI GIRO NEANCHE A GUARDARE I BORDI DELLA STRADA, LA MIA VISTA PUNTA SOLO AL MIO NORD, POI DI PUNTO IN BIANCO MI FERMO A PISCIARE O A BERE UN CAFFè E MI
RENDO CONTO CHE SONO A DOHA, VIVO IN UN QUARTIERE CHE DI LUSSO NON HA NIENTE, ANZI, SEMBRA ISLAMABAD VISTA LA MASSICCIA PRESENZA DI PAKISTANI E FORSE ANCHE PER I CONTINUI LAVORI IN CORSO SULLE STRADE CHE LE DANNO UN NONSOCCHè DI CITTà BOMBARDATA DAI TALEBANI O DAI VECCHI BURLONI SALVAMONDO GRINGOS. POI A DIRE IL VERO AMO QUESTI POSTI VERACI, AMO LA GENTE VERA I DIMENTICATI GLI ESULI I SOPRAMMOBILI DELLA SOCIETà QUELLI CHE POI COMUNQUE ADORNANO LE CITTA COME DOHA TANTO FUMO E POCO ARROSTO. ANZI IN POCHI MESI HO Già MOLTI AMICI, DAL SARTO BABù, AL PANETTIEERE, SALIM, AL MAN DEL SUPERMARKET, ASMARINO(è DI ASMARA), POI IL BARBIERE DELLO SRI LANCA CHE HA 6 NOMI, A SINIYARI DEL MINI MARKET GROCERY CHE LAVORA 24/24 PER DAVVERO, POI C’è IL PANETTIERE TANDOORI DAL NOME IMPRONUNCIABILE, MA ABILE, VEOLOCE FUNAMBOLICO E SCENOGRAFICO STILE CIRQUE DU SOLEIL. SONO SEMPRE IO UN CAMALEONTE UMANO UN BARBAPAPà DUTTILE E SUPER MALLEABILE, LA MIA INFINITA CURIOSITà, ASSENZA DI REMORE, PAURA
INESISTENTE E FULL OPEN MINDS MI RENDE UN VERO CITTADINO DEL MONDO, O POI A STO GIRO I SALTI PAZIO TEMPORALI SONO PAZZESCHI. LAVORO IN MEZZO AL LUSSO, AL DISPREZZO PER I SOLDI E GLI ESSERI UMANI, CHE A DIRE IL VERO NON SONO NEANCHE DISPREZZATI, PERCHè SEMPLICEMENTE NON ESISTONO, SONO TRASPARENTI E APPAIONO AI LORO OCCHI, QUELLI DEI RICCONI, SOLO SE HANNO BISOGNO DI LORO. VIVO CON LORO CON GLI INVISIBILI E LI AMO LI ADORO POI A STO GIRO ANCHE SE NON NE FACCIO PARTE perché NOI A PRESCINDERE SIAMO COMUNQUE CONSIDERATI, ANCHE SE PER GLI ARABI SIAMO INFEDELI E INFERIORI, POVERACCI CHE FAKE SONO.
CAMMINANO CON ROSARI IN MANO ,O COME SI CHIAMANO, NEI LORO VESTITI CELESTIALI FULL WHITE SCORTATI DA ORDE DI DART WAIDER FEMMINILI SENZA SPADA, NE ARTE NE PARTE, FIERI, STILE CONDOTTIERI DEL NIENTE, INSIGNITI CAVALIERI DAL GAS E PETROLIO SPEDISCONO LA LORO TRUPPA IN STANZA E VENGONO NEL NS LOCALE SORRIDENTI, AFFABILI FALSI COME BANCONOTE DA 150 EURO CHIEDENDO DI SERVIRGLI WHISKEY ECC.. IN TAZZE DA CAPPUCCINO,FORSE CREDONO CHE IL LORO DIO COSì NON LI VEDE, NON LO Sa, LO POSSONO INGANNARE. MINCHIA MA HANNO UN DIO COSì RINCOGLIONITO?? MA COMUNQUE LA STORIA è MOLTO SEMPLICE NENCHE LORO CREDONO A STE MINCHIATE DEL MAIALE, DELL’ALCHOL, DELLE DONNE DART VAIDER, TUTTO è SEMPRE E SOLO APPARENZA E PPOI VABBè SONO FATTORI CHE LI AIUTANO A CONTROLLARE IL LORO POPOLO. COMUNQUE STO POSTO ALLA FINE è UNA MONARCHIA, BEN GESTITA, CON UNA BUONA% DI LIBERTà COMPARATA ALL’ARABIA SUDITA, MA PUR SEMPRE CON UNA SOLA FAMIGLIA AL COMANDO CHE DECIDE TUTTO PER TUTTO E TUTTI.
HO LA TESSERA PER ANDARE A COMPRARE ALCHOL E MAIALE NEI 2 UNICI PUNTI VENDITA CHE LO STATO HA CREATO PER APPROVIGIONARE GLI HOTEL 5 STELLE DI VINI ED ALCOL, OVVIAMENTE IL MONOPOLIO è DELLO STATO, NOI INFEDELI, NEL SENSO NON MUSSULMANI E CON UN CERTO STATUS FINANZIARIO TRAMITE UNA SELEZIONE POSSIMO ACCEDERE TRAMITE APPUNTAMENTO PREVIO E ANDARE A COMPRARE VINI E QUALCHE PRODOTTO A BASE DI MAIALE CHE VIENE SOLO VENDUTO Lì E NON COMMERCIALIZZATO.
ANYWAY NON è POI COSI MALE STO SPUTO DI PAESE SE HAI UNA TUA DIMENSIONE E SE HAI UN BUON STIPENDIO E SE SEI UN SPUGNA ERRANTE TIPO ME. ANZI POCO A POCO HO COMINCIATO A CAPIRE E VIVERE CERTI SPAZI CHE OFFRE LONTANO DA SFARZI INSULSI E POCO CREDIBILI.
LA LORO VISIONE ANCHE SE FAKE VISTA DAL LORO PUNTO DI VISTA è COMPRENSIBILE, GRANDI EVENTI SPORTIVI, EXPO, AVANGUARDIA IN CERTI CAMPI, SERVIZI AL TOPO, TIPO METRO, BUS ELETTRICI ECC.. OSSIA NOI CI SIAMO ESISTIAMO SIAMO Qua VENITE CHE STIAMO COSTRUENDO UN CULO DI HOTEL E CENTRI COMMERCIALI, CON MARMI, ORO, LUSSO A GOGO ANCHE SE NON ABBIAMO CLIENTI LO FACCIAMO perché POSSIAMO, DELLA SERIE IO Può. ALLA FINE DELLA FIERA AMO Già SOLO IL FATTO CHE SONO IN QUESTO POSTO MULTIRAZZIALE, MULTIFACE, MULTICULTURAL, ULTISENSE, MUTIPLO JUST MULTIPLO DI QUALCOSA. PERò LA QUESTIONS è COME FARò PER VEDERE E STARE CON I MIEI RAGAZZI, E LA COCCO DAI ANCHE LEI HA IL SUO PROTAGONISMO , GIUSTAMENTE, E LA MOTHER UN DETTAGLIO DAVVERO IMPORTANTE E POSSO ANCHE DIRE LA DISCRIMINANTE DELLA SITUAZIONE. CIOè SE LEI DA LA NEGATIVA CIAO CIAO.
4 Volte al giorno o forse 5 non ricordo i megafoni sputano le loro parole, litanie rivolte a tutti tranne i sordi, il timbro di voce della registrazione è sempre lo stesso martellante, snervante e sfibrante. Comunque il mio alloggio cioè quello che mi dà la company è in una sorta di triangolo sacro, ci sono 2 moschee nei 2 angoli della mia via, ossia sono circondato da preghiere , genuflessioni, stradali su tappeti che potrebbero parlare e camminare da soli, sudici senza tempo senza spazio, gente appollaiata su improbabili trespoli fatti di tubi, muretti e arredamenti stradali d’ogni tipo. Tutti bevendo tè o parlando al cellulare o chiacchierando con qualcuno, ma tutti sempre tutti, con le ciabatte nel suolo masturbandosi i cazzo di piedi puzzolenti e sporchi, con il soundrack sacro in sottofondo. I primi tempi era una cosa, diciamo, folkroristica, bella, pittoresca, mò m’ha rotto li coglioni davvero. Alle 5 am ma vaffanculo!!! Le prime settimane sbroccavo di brutto, mi svegliavo di colpo, stile sudato bagnato uscito sogno thriller movie, o porno sado maso finito male. Adesso solo mi sveglio super rassegnato sapendo che non riesco a riprendere il sonno almeno per 1 ora, anzi avrei voglia di conoscere di saper chi cazzo veramente si inginocchia a casa o per strada a pregare, i tizi sono da medaglia davvero encomiabili forse un giorno mi farò un giro sotto a vedere whats happened..
Alle 11,45, non so con precisione pero nel ristorante la musica si interrompe automaticamente quando è il momento della preghiera, la filo diffusione in tutti gli hotel uffici etc.. etc.. si ferma, minchia la cosa mi fa sempre pensare un casino, rifletto basicamente sul concetto di religione di queste persone, una religione invasiva di brutto, che decide tutto delle loro vite, anche se poi loro sono super fake e fanno i cazzi che vogliono tanto il loro Dio mica li vede, però rispettano le regole, l’apparenza è imperativa sempre!
Alla fine l’apparenza è un fattore umano imprescindibile. È per me molto affascinante la distanza siderale che ci divide; che divide la mia visione della vita del mondo e la loro, questo micro mondo alla fine è più perverso e trasgressivo del mio del nostro. Alla fine l’equazione is always the same, più le cose sono proibite, e condannate, più il sub mondo si fa vivo, la perversione chiama e nascondersi, mimetizzarsi, fare la zoccola, bere, drogarsi e peggio ancora mangiare maiale è figo, appaga, spegne quel non sò che tutti noi abbiamo dentro nascosto in uno sgabuzzino nel sotterraneo o nel sottotetto del cervello. E ancora più succulento, sabroso, tasty che da qualsiasi altra parte. È, e sarà sempre così, perché fin dalla notte dei tempi quando mia e tua madre ci diceva di non toccare i dolci perché fanno male o la torta che è per la vicina, di non fumare, di non bere, di non dire parolacce, di non fornicare con la figlia della sua amica, insomma dammi tanti no, montagne di no please, perché sono il sale della mia vita NO vuol solo dire proibito, proibito vuol dire bello, godurioso, la scenografia è sempre il succo della questione, in Giamaica fumare non mi interessa , ma farmi un cannone qua sarebbe stupendo that it. Quindi datemi, dateci dei no e conquisteremo il mondo perché sono un propellente poderoso.
Il mio parrucchiere di fiducia, bhe chiamarlo parrucchiere per il livello di capelli che ho ora è un tantino esagerato, è un omino particolare, privo di opzioni espressive, è come un playmobil, ha un sorriso stampato perennemente acceso, le linee di Nazca facciali color caffè, i peli dei baffi scolpiti e senza paura, una mitragliata di denti bianchi stile dash e una smisurata pacatezza e cadenza vocale stile Sai baba. La storia è che io sono stato inconsapevolmente il suo primo cliente. Durante una delle mie passeggiate recettive, esplorative in puro stile Sponge Bob, tra le altre cose avevo deciso di scegliere un barbiere, parrucchiere anzi sorry barber shop, però in base a che criterio scegliere tra le centinaia incastonate nelle miriadi di stradine e stradone di Islamabad, così chiamo il mio quartiere per ovvi motivi.
La bifa ecco era lei che doveva guidare la mia scelta, come spesso
anzi sempre mi accade devo poter leggere qualcosa negli occhi degli altri. La cosa qua non è molto complicata perché come ho già detto se non sono occupati tutti gli omini dei negozi sono fuori dei loro business chiacchierando con una tazzina di Tè, i piedi tra le mani fumando come pazzi. Dopo aver toccato 3 punti cardinali del mio quartiereed essermi fermato ogni 3 secondi attratto da negozi improvvisati e altri sul serio andante, aver sondato ogni sorta di ammennicoli, moschee, caffetterie con Shisha in bella vista (narghilè) e strani ristoranti con foto di piatti inquietanti, mi imbattei in un negozio davvero tragicomico o horror, diciamo
che solo qui in Sudamerica, Asia o Africa può esistere un concept così pisycokiller anche per il nome, Happy Chicken.
Attraversai la strada attratto dalle gabbie che si intravedevano in vetrina, l’odore era un inno al Marketing olfattivo, un mix di merda di pollo, sangue, ovviamente l’odore di spezie che aleggia sempre da queste parti, il tutto veicolato dal vapore che fuoriusciva dal piccolo negozio del Josef Mengele Pakistano. La storia in realtà era semplice e forse dal suo punto di vista very smart. Il plus, l’amo, era che comprando un pollo da Happy Chicken, lo sceglievi ossia il carnefice siii tu. Lo giustiziavano davanti a te, lo immergevano in bidoni enormi d’acqua bollente per spennarlo facilmente, tutto live ovviamente, poi tu indicavi come volevi il pollo e loro te lo pulivano tagliavano e impacchettavano, finiu u film, più fresco di così si Muore!!.
Mandai anche una foto a mia figlia in Perù, perché credo sia la nazione che più ama il pollo in tutto il mondo, un posto in cui il pollo è il termometro dell’economia, cioè se il prezzo del pollo sube vuol dire che siamo nella merda, nel paniere famigliare è la voce number one senza alcun dubbio, bhe neanche lì ho visto una storia del genere.
Giunsi al 4°punto cardinale, che alla fine si rivelò essere quello di Al Wifaq street cioè casa mia; sti cazzi non me ne ero neanche accorto, la musica a palla, ed i sorsi di Malbec che avevo dentro una bottiglia di succo di Melograno!!! fatti durante le tappe del giro del Pakistan, mi avevano fatto perdere il senso del GPS. Anyway ero praticamente a casa ed avevo un casino di immagini da attaccare alle pareti del mio cervello, un tot di rumori e odori nella faretra però non avevo trovato ciò che cercavo, finchè nella mia retina si impigliò l’ immagine di un negozio scintillante, super bianco, davvero pulito anzi Immacolato!!. Fuori un omino vestito di tutto punto alla Renato Rashel, incartato nella suo giacchetta bianca con il nome NELLAI LANKA SALOON, impossibile non vederlo, Mkt pragmatico old style.
Nellai non aveva i piedi in mano, neanche la paper cup con il tè e meno la sigaretta fra le dita, era solo lì a stile vedetta lombarda. Tutto duro, fiero, e orgoglioso con voce impostata all Alberto Lupo mi lanciò un “hello sir” invito subliminare ma ben impostato, così risposi al suo saluto e mi avvicinai. Capii che era un tiger man, un figlio dello Sri Lanka e non solo per il nome in bella vista sulla giacca super inamidata, il suo color cannella scuro tendente al tabacco e il taglio degli occhi lo tradivano. Gli chiesi a brucia pelo, se era il padrone del barber shop, mi disse di si e che aveva appena aperto, sul momento pensai si riferisse all’ora, poi l’odore di pittura bianca che solleticava le mie narici mi fece capire che aveva appena aperto, cioè era il suo primo giorno di lavoro nel nuovo negozio.
Il segnale era inequivocabile, diretto, splendido splendente in tutta la sua aura rivelatrice, era lui era Nellai!!! l’eletto!!! il barbiere del momento giusto nel luogo perfetto , nel tempo perfetto, minchia ma quanto è vera sta cazzo di frase, re frame o quello che sia. Puoi essere Actarus, David Bowie, Dalì, Senna, Pertini, Carl Lewis, Sofia Loren, Brigitte Bardot, Padre Pio, James Dean, Il commissario Rex, Pippo Baudo, Francuzzo Battiato, Mandela, Jhon Holms ecc…. ecc…. ma se sei sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato sei solo quello che sai di essere ma nessuno saprà mai chi sei e quello che hai da dare davvero. Kabooom Nellai nel suo piccolo, lo è, era presente, lì, pronto ad acchiappare al volo me ed i miei latitanti rarefatti capelli.
La cosa e che proprio per essere il primo di sempre mi dedicò un trattamento super, incluso un massaggio non identificato alla testa, una sorta di lavata di calzini sull’asse di legno zigrinato con spazzolone, carezze agrodolci mixate da scatti di polpastrelli elettrici il tutto accompagnato da salti , vista la sua statura, stile Siux in cerimonia il tutto condito da bife che trasparivano una concentrazione full immersion mista a sacralità buddhista e mangime per turisti.
Non mi fregava un cazzo, ero felice lì con Nellai, lui era tutto preso dai riti ed io lo tempestavo di domande, purtroppo non riesco mai a frenare la mia curiosità, volevo sapere come ero giunto lì, perché aveva deciso di investire e bla bla bla. Mi raccontò che dopo 10 anni di duro lavoro fuori da Doha in una grande struttura alberghiera e di invii of money alla famiglia a Colombo, aveva deciso di prendere il toro per le corna e con l’aiuto di un amico aveva iniziato la sua attività e preso il negozio. Tutto lì, se la stava giocando dopo tanto lavoro voleva fare da solo, voleva lavorare per cristallizzare i suoi sogni e non più lavorare per far avverare quelli degli altri.
Mi sentii a casa ed era quella la unica cosa che contava, passai più di 1 ora pur avendo capelli pari alle porte di uno slalom gigante. La distanza, la solitudine, il sacrificio di vivere in un paese che a parte non essere il tuo è mussulmano, pervaso da classismo, razzismo e snobbismo oserei dire ingiustificato, stupido e gratis di brait.
Finita la sessione di taglio e cucito, perché in parte mi ricucì la fiducia nei passi che stavo facendo, la fame di storie, vite, situazioni, la ricerca spasmodica inspiegabile di aver sempre personaggi di specchi camminanti, Nellai mi diede il conto 15 QR, 4 Euro, se il prezzo fosse stato basato sul prezzo del mercato, sulla quantità di capelli che avevo ed il tempo reale, forse era quasi giusto, però cazzo era il suo primo giorno da uomo libero da impresario di se stesso così gli diedi 50 QR 13 Euro dicendogli che nella cultura Italiana era di buon augurio essendo stato io il primo cliente ad aver sverginato il suo business, per cultura Italiana intendevo la mia for sure.
Doha è per ora una cometa di Halley che ho e stò cavalcando impavido come sempre, la assoluta assenza di paura di qualsiasi cosa mi spaventa, lingue, usi e costumi, orari, caldo, cibo, gente, boss super pretenziosi, standard altissimi di lavoro, clienti d’ogni genere, situazioni con colleghi, clienti, staff, venga tutto ciò che deve venire, sono qua più in piedi che mai contro vento o a favore fedele alla mia linea ed è proprio la mia linea, anzi meglio dire la mia stella polare linee ne ho già pippate a sufficienza, che mi rende invincibile.
Mi manca solo un pizzico di famiglia in più un dash di amicizia e voilà!!!
Fabry
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