Lingua ibrida parlata dagli italiani ispanofoni, che ha per base l’italiano arricchito di parole ed espressioni particolari, di vocaboli della lingua comune, oppure di termini gergali in lingua castigliana, parlata in Spagna, nelle repubbliche sudamericane (tranne il Brasile e le Guiane) e centroamericane, e, nell’America settentrionale, in Messico e in vaste zone degli Stati meridionali degli Stati Uniti d’America.
La mia è una scrittura live, urbana e senza anestesia. Un melting pot linguistico, un puzzle di storie, km, persone, vita vissuta nel qui e ora. Per scrivere uso l’itagnolo, un’interlingua senza regole grammaticali, lessicali, ortografiche, ma palpitante e vitale, anarchica e sanguigna.
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